Cultura materiale e storia locale

CODICE: 65335
SSD: M-STO/02
DOCENTE: Diego MORENO, Osvaldo RAGGIO

Cultura materiale e storia locale M-STO/02

Diego MORENO, Osvaldo RAGGIO

II semestre
Crediti in totale: 12

Programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu
La nozione di cultura materiale si è radicata nelle scienze umane attraverso l'etnografia (Marcel Mauss) e l'archeologia (archeologia della produzione e dei manufatti), e la disciplina Storia della cultura materiale si è costituita in modo discontinuo, con confini indefiniti, a cavallo di discipline sorelle. Il modulo I (prof. Moreno) si propone tre obiettivi: ricostruire la storia del concetto di cultura materiale e la storia della disciplina; esplorare i modi differenziati con i quali gli storici hanno utilizzato il concetto di cultura materiale; comprendere dal punto di vista locale, ad una scala topografica, il significato degli oggetti.

Testi relativi al programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu
M. Mauss, Manuel d'ethnographie (1926), Paris 1967, cap. 4, Technologie.
Ch. Parain, Outils, ethnies et développment historique, Paris 1979.
F. Braudel, Civiltà materiale, economia e capitalismo. Le strutture del quotidiano, Torino 2006.
W. Kula, Problemi e metodi di storia economica, Milano 1972, pp. 63-66.
Cultura materiale, "Quaderni storici", 31, 1976.
J.M. Pesez, Storia della cultura materiale, in J. Le Goff (a cura di), La nuova storia, Milano 1980.
T. Mannoni, E. Giannichedda, Archeologia della produzione, Torino 1996.
 

Programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu
Il corso propone un'indagine critica sull'evoluzione del concetto di cultura materiale, dalla dimensione materiale a quella culturale, dalla produzione ai consumi. Il modulo II (prof. O. Raggio) affronterà il tema delle relazioni tra forme culturali e realtà materiale. L'indagine sarà focalizzata sugli oggetti per stuadiarne modi e forme di acquisizione e consumo, trasmissione ereditaria, qualificazione culturale, attribuzione di significati nella costruzione dei legami sociali e delle forme di socialità.

Testi relativi al programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu
A. Appadurai, The Social life of Things: Commodities in Cultural Perspective, London 1988.
R.A. Goldthwaite, Ricchezza e domanda nel mercato dell'arte in Italia dal Trecento al Seicento. La cultura materiale e le origini del consumismo, Milano 1999.
R. Ago, Il gusto delle cose. Una storia degli oggetti nella Roma del Seicento, Roma 2006.
M. Ajmar-Wolheim, F. Dennis, A. Matchette (a cura di), Approaching the Italian
Renaissance Interior: Sources, Methodologies, Debates, London, Blackwell, 2008.
M. Ajmar-Wolheim, F. Dennis (a cura di), At Home in Renaissance Italy, Victoria and Albert Museum 2010.

Altre notizie
Chi utilizza il corso per 12 cfu e' tenuto a seguire il programma di entrambi i docenti con la relativa bibliografia.
Il corso è rivolto a tutti gli studenti delle lauree magistrali della Scuola di scienze umanistiche. L'articolazione del corso prevede la lettura e discussione in classe di testi e documenti, e esercitazioni orali e scritte. Sulla base della bibliografia indicata e di altri testi che saranno proposti durante il corso, gli studenti avranno la possibilità di costruire percorsi individuali di studio.Il corso ha carattere seminariale: la frequenza è vivamente consigliata.

Il corso propone approfondimenti sulla storiografia e le fonti per la ricostruzione storica locale basata sulla l'equipollenza delle fonti storiche ,sia testuali che di terreno, e le possibilità del loro incrocio alla scala topografica.

Diego Moreno. E’ professore ordinario di Geografia, già docente di Storia dell'Agricoltura, tiene i corsi ufficiali di Geografia storica e Strumenti e metodi della storia locale. Docente e tutor nella Scuola di Dottorato in Scienze Storiche e Filosofiche-Corso "Geografia storica per la valorizzazione del patrimonio storico-ambientale". External examiner nella scuola di dottorato in Geografia dell'Università di Nottingham, ha collaborazioni didattiche e scientifiche attraverso diversi progetti internazionali con il Museum National d’Histoire Naturelle (Parigi), il GEODE dell'Università di Toulouse-Le Mirail, l’Università di Bergen (Norvegia), l’Università di Cantabria, etc. E' membro della direzione scientifica di Quaderni storici, Archeologia Post-medievale e Anthropozoologica. E' co-responsabile delle attività del Laboratorio di Archeologia e Storia Ambientale (DISMEC-DIPTERIS-Università di Genova) e del Seminario Permanente di Storia Locale (DISMEC Università di Genova). Le sue ricerche sono indirizzate allo sviluppo di un approccio geografico, storico ed archeologico microanalitico all'ecologia delle risorse ambientali e nello studio dei paesaggi rurali in Europa nonché alle applicazioni della ricerca geografica e storica allo studio e alla valorizzazione delle produzioni agro-alimentari locali.

Osvaldo Raggio. Si è laureato in Scienze politiche (indirizzo storico-politico) all’Università di Genova con una tesi di Storia moderna sotto la direzione del prof. Edoardo Grendi; ha conseguito il titolo di dottore in Storia e Civiltà presso l’European University Institute (Firenze) nel 1988; ricercatore presso il Dipartimento di Storia moderna e contemporanea, Facoltà di Lettere e Filosofia, dell’Università di Genova nel 1993; è attualmente professore associato confermato di Storia moderna (M-STO/02). Insegna Storia moderna nel corso di laurea triennale in Storia, e Generi storiografici nel corso di laurea magistrale in Scienze storiche, archivistiche e librarie. In precedenza ha insegnato anche Storia della storiografia moderna e Metodologia della ricerca storica. E’ membro della direzione della rivista Quaderni storici. I suoi interessi di ricerca e la produzione scientifica hanno riguardato fondamentalmente tre temi: le forme di accesso alle risorse e gli scambi nelle campagne tra XVI e XVIII secolo; le configurazioni politiche e sociali di antico regime, i rapporti tra centri e periferie, le pratiche della giurisdizione e del possesso; i consumi culturali, le forme di socialità e le reti di relazione dell’aristocrazia nel Settecento. Questi tre temi, che hanno accompagnato lo sviluppo e la diversificazione della sua attività di ricerca, hanno una comune base metodologica: la scala microanalitica e topografica di osservazione, l’intreccio delle fonti e l’attenzione ai processi storici (sociali e culturali) di costruzione e registrazione della documentazione. Questa prospettiva metodologica ha comportato una costante riflessione sulle peculiarità della ricerca storica nel panorama della storiografia contemporanea e nel rapporto con le scienze sociali.