Filosofia morale

CODICE: 65062
SSD: M-FIL/03
DOCENTE: Domenico VENTURELLI

Filosofia morale M-FIL/03

Docente: Domenico VENTURELLI

I semestre

Crediti in totale: 9

Programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

Titolo: Assolutezza e relatività in ambito morale.
Presentazione: Relativismo e assolutismo sono, nella loro astratta opposizione, concetti monchi e moralmente fuorvianti: nonostante l'apparente, reciproca ostilità, s'appoggiano l'uno all'altro e si sostengono a vicenda come indifferentismo morale da un lato, autoritarismo della gerarchica "chiesa di pietra" dall'altro, incapaci entrambi d'esprimere quello slancio morale e religioso che, per sorgere dalla relatività di un tempo e di un'esistenza storica, è slancio e tensione all'assoluto.
Le lezioni propongono agli studenti e agli uditori del corso un problema che è oggi cruciale e se mostrano l'impossibilità di sfuggire alla condizionalità e relatività del giudizio morale, che è sempre giudizio esistentivo e storico, non espongono per questo al rischio dell'indifferentismo e dell'immoralismo.

Testi relativi al programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

Bibliografia:
1) I. Kant, Fondazione della metafisica dei costumi, in Scritti morali di I. Kant, a cura di P.Chiodi, Utet, Torino, 1970 (o in altra traduzione)
2) F. Schleiermacher, Sulla distinzione tra legge naturale e legge morale (6 gennaio 1825), Sul concetto di grande uomo (24 gennaio 1826). Memorie accademiche raccolte in: Id., Etica ed ermeneutica, Bibliopolis, Napoli, 1985
3) F. Nietzsche, Al di là del bene e del male, Adelphi, Milano, 1972, capitoli: I,II,V,VII.

Programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 9 cfu

Titolo: Assolutezza, relatività, conflitto di valori in ambito morale.
Presentazione: Relativismo e assolutismo sono, nella loro astratta opposizione, concetti monchi e moralmente fuorvianti: nonostante l'apparente, reciproca ostilità, s'appoggiano l'uno all'altro e si sostengono a vicenda come indifferentismo morale da un lato, autoritarismo della gerarchica "chiesa di pietra" dall'altro, incapaci entrambi d'esprimere quello slancio morale e religioso che, per sorgere dalla relatività di un tempo e di un'esistenza storica, è slancio e tensione all'assoluto.
Le lezioni propongono agli studenti e agli uditori del corso un problema che è oggi cruciale e lo integrano con il problema
non meno spinoso della pluralità e del conflitto dei valori, presentando due principali atteggiamenti morali, distinti, ma necessari e correlabili tra loro: il primo mira alla purezza dell'intenzione e delle motivazioni, il secondo alle conseguenze possibili e prevedibili dell'azione.

Testi relativi al programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 9 cfu

Bibliografia:
1) I. Kant, Fondazione della metafisica dei costumi, in Scritti morali di I. Kant, a cura di P.Chiodi, Utet, Torino, 1970 (o in altra traduzione)
2) F. Schleiermacher, Sulla distinzione tra legge naturale e legge morale (6 gennaio 1825), Sul concetto di grande uomo (24 gennaio 1826). Memorie accademiche raccolte in: Id., Etica ed ermeneutica, Bibliopolis, Napoli, 1985
3) F. Nietzsche, Al di là del bene e del male, Adelphi, Milano, 1972, capitoli: I,II,V,VII.
4)M. Weber, La scienza come professione (1917) e La politica come professione (1919), nel volumetto: Il lavoro intellettuale
come professione, Einaudi, Torino, 1973 (o in altra traduzione). In alternativa: M. Weber, Il politeismo dei valori, a cura di F. Ghia, Morcelliana, Brescia, 2010
5) A. Caracciolo, Nulla religioso e imperativo dell'eterno, il melangolo, Genova, 2010.

Altre notizie

Notizie più esaurienti sui contenuti del corso, sulla bibliografia e su possibili collaborazioni saranno fornite
agli studenti all'inizio delle lezioni

Presentare le linee evolutive e i temi fondamentali della disciplina, che riguardano - a partire dai problemi della libertà, dell'origine del male, della natura del bene - la forma della condotta umana, i principi, i moventi e gli scopi dell'azione, i concetti della virtù e della felicità, la pluralità, la relatività o l'assolutezza dei valori. Offrire sulla base dell'interpretazione di testi di filosofi antichi, medievali, moderni e contemporanei l'opportunità di un impegno in forma attiva nella comprensione dei classici del pensiero morale. Favorire, infine, la formazione di personalità libere e responsabili, capaci di orientarsi autonomamente.

Domenico Venturelli, nato a Riva Trigoso nel 1947, laureato nel 1971 a Genova con Alberto Caracciolo, dal 1971 al 1987 è stato borsista, contrattista e ricercatore confermato. Dal 1987 al 1991 è stato professore ordinario di Filosofia della storia presso l'Università della Calabria. Dal 1991-92 ad oggi è professore ordinario di Filosofia morale nell'Ateneo genovese. Membro del Comitato di consulenza del Giornale di Metafisica e socio corrispondente dell'Accademia Ligure di Scienze e Lettere, ha avviato presso Il Melangolo la collana Ethos e Poiesis, studi e testi in memoria di Alberto Caracciolo. Con le edizioni dell'Orso, in collaborazione con Giovanni Moretto, ha curato la collana Etica ed ermeneutica. E' autore di vari volumi e curatore di numeri monografici di Humanitas e Per la filosofia. Le sue ricerche riguardano la filosofia critica di Kant, l'idealismo trascendentale e il problema del nichilismo; i rapporti tra etica, ontologia e religione; il significato di Nietzsche, Heidegger, Levinas per il pensiero d'oggi; figure di filosofi italiani del 900: Labriola, Croce, Gentile, Levi, Caracciolo, Pareyson, Piovani; saggi d'interpretazione filosofica di testi religiosi.
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