STORIA DELLA CULTURA MATERIALE

DOCENTE: OSVALDO RAGGIO
ANNO: 2013-2014
SSD: M-STO/02
CFU: 6

PERIODO: Annuale

ATTIVATO DA: SCIENZE STORICHE, ARCHIVISTICHE E LIBRARIE (2013-2014)

Programma

Programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

Il corso propone un’indagine critica sull’evoluzione del concetto di cultura materiale, dalla dimensione materiale a quella culturale, dalla produzione ai consumi. Una parte introduttiva sarà dedicata alla ricostruzione della storia del concetto di cultura materiale e dei modi differenziati con i quali storici, antropologi e sociologi hanno utilizzato questo concetto. Il corso affronterà poi in particolare il tema delle relazioni tra forme culturali e realtà materiale. L’indagine sarà focalizzata sugli oggetti per stuadiarne modi di acquisizione e consumo, trasmissione ereditaria, qualificazione culturale, attribuzione di significati nella costruzione dei legami sociali e delle pratiche di socialità. Il corso è rivolto a tutti gli studenti delle lauree magistrali della Scuola di scienze umanistiche. L’articolazione del corso prevede la lettura e discussione in classe di testi e documenti. Sulla base della bibliografia indicata e di altri testi che saranno proposti durante il corso, gli studenti avranno la possibilità di costruire percorsi individuali di studio. I saggi di A. Appadurai, P. Glennie e L. Martines saranno a disposizione degli studenti presso la biblioteca del DAFIST.

Testi relativi al programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

A. Appadurai, The Social Life of Things: Commodities in Cultural Perspective, London 1988, Introduction, pp. 3-63.
P. Glennie, Consumption within Historical Studies, in D. Miller (a cura di), Acknowledging Consumption, London 1996, pp. 164-203.
R.A. Goldthwaite, Ricchezza e domanda nel mercato dell'arte in Italia dal Trecento al Seicento. La cultura materiale e le origini del consumismo, Milano 1999.
L. Martines, The Renaissance and the Birth of a Consumer Society, in “Renaissance Quarterly”, 51 (1999), pp. 193-203.
L. Jardine, Affari di genio. Una storia del Rinascimento europeo, Roma 2001.
R. Ago, Il gusto delle cose. Una storia degli oggetti nella Roma del Seicento, Roma 2006.


Metodi di Accertamento

Il corso ha carattere seminariale: la frequenza è vivamente consigliata. Sono previste verifiche in itinere con esercitazioni scritte in classe, presentazione e discussione di testi e fonti. La valutazione delle prove scritte sarà parte essenziale della valutazione finale con verifica in forma orale.

Obbiettivi Formativi

Il corso si propone tre obiettivi: ricostruire la storia del concetto di cultura materiale e la storia della disciplina; esplorare i modi differenziati con i quali gli storici hanno utilizzato il concetto di cultura materiale; proporre un'indagine critica sull'evoluzione del concetto di cultura materiale, dalla dimensione materiale a quella culturale, dalla produzione ai consumi.

Curriculum Docente

Osvaldo Raggio si è laureato in Scienze politiche (indirizzo storico-politico) all’Università degli Studi di Genova con una tesi di Storia moderna sotto la direzione del prof. Edoardo Grendi, e ha conseguito il titolo di dottore in Storia e Civiltà presso l’European University Institute (Firenze) nel 1988. È professore associato di Storia moderna (M-STO/02). Insegna Storia moderna nel corso di laurea triennale in Storia e Storia della cultura materiale nel corso di laurea magistrale in Scienze storiche. In precedenza ha insegnato anche Storia della storiografia, Metodologia della ricerca storica e Generi storiografici. Fa parte della direzione della rivista Quaderni storici. È stato presidente dei corsi di laurea in Storia e Scienze storiche, e coordinatore del corso di Dottorato in Geografia storica per la valorizzazione del patrimonio storico ambientale. I suoi interessi di ricerca e la produzione scientifica hanno riguardato fondamentalmente cinque temi: le forme di accesso alle risorse e gli scambi nelle campagne tra XVI e XVIII secolo; le configurazioni politiche e sociali di antico regime, i rapporti tra centri e periferie, le pratiche della giurisdizione e del possesso; i consumi culturali, le forme di socialità e le reti di relazione dell’aristocrazia nel Settecento; la cultura materiale, le forme e le pratiche del collezionismo; la storia della storiografia e le procedure analitiche delle diverse discipline dell’area umanistica. Ora si sta occupando dei rapporti tra storia e archeologia. Questi temi, che hanno accompagnato lo sviluppo e la diversificazione della sua attività di ricerca, hanno una comune base metodologica: la scala microanalitica e topografica di osservazione, l’intreccio delle fonti e l’attenzione ai processi storici (sociali e culturali) di costruzione e registrazione della documentazione. Questa prospettiva metodologica ha comportato una costante riflessione sulle peculiarità della ricerca storica nel panorama della storiografia contemporanea e nel rapporto con le scienze sociali. Tra le sue pubblicazioni più importanti Faide e parentele. Lo stato genovese visto dalla Fontanabuona (Torino 1990) e Storia di una passione. Cultura aristocratica e collezionismo alla fine dell’ancien régime (Venezia 2000).