STORIA DELLA CULTURA MATERIALE (LM)

DOCENTE: OSVALDO RAGGIO
ANNO: 2014-2015
SSD: M-STO/02
CFU: 6

PERIODO: Annuale

ATTIVATO DA: SCIENZE STORICHE (2014-2015)

Programma

Programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

Il corso propone un’indagine critica sull’evoluzione del concetto di cultura materiale, dalla dimensione materiale a quella culturale, dalla produzione ai consumi. Una parte introduttiva sarà dedicata alla ricostruzione della storia del concetto di cultura materiale e dei modi differenziati con i quali storici, antropologi e sociologi hanno utilizzato questo concetto. Il corso affronterà poi in particolare il tema delle relazioni tra forme culturali e realtà materiale. L’indagine sarà focalizzata sugli oggetti per stuadiarne modi di acquisizione e consumo, trasmissione ereditaria, qualificazione culturale, attribuzione di significati nella costruzione dei legami sociali e delle pratiche di socialità. Il corso è rivolto a tutti gli studenti delle lauree magistrali della Scuola di scienze umanistiche. L’articolazione del corso prevede la lettura e discussione in classe di testi e documenti. Sulla base della bibliografia indicata e di altri testi che saranno proposti durante il corso, gli studenti avranno la possibilità di costruire percorsi individuali di studio. I saggi di A. Appadurai e T. Ingold saranno a disposizione degli studenti presso la biblioteca del DAFIST.

Bibliografia per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

A. Appadurai, The Social Life of Things: Commodities in Cultural Perspective, London 1988, Introduction, pp. 3-63.

T. Ingold, Materials against Materiality, in "Archaeological Dialogues", 14 (2007), pp. 1-16


R. Ago, Il gusto delle cose. Una storia degli oggetti nella Roma del Seicento, Roma, 2006.

Metodi di Accertamento

Il corso ha carattere seminariale: la frequenza è vivamente consigliata. Sono previste verifiche in itinere con esercitazioni scritte in classe, presentazione e discussione di testi e fonti. La valutazione delle prove scritte sarà parte essenziale della valutazione finale con verifica in forma orale.

Obbiettivi Formativi

Il corso si propone tre obiettivi: ricostruire la storia del concetto di cultura materiale e la storia della disciplina; esplorare i modi differenziati con i quali gli storici hanno utilizzato il concetto di cultura materiale; proporre un'indagine critica sull'evoluzione del concetto di cultura materiale, dalla dimensione materiale a quella culturale, dalla produzione ai consumi.

Curriculum Docente

Osvaldo Raggio si è laureato in Scienze politiche (indirizzo storico-politico) all’Università degli Studi di Genova con una tesi di Storia moderna sotto la direzione del prof. Edoardo Grendi, e ha conseguito il titolo di dottore in Storia e Civiltà presso l’European University Institute (Firenze) nel 1988. È professore associato di Storia moderna (M-STO/02). Insegna Storia moderna nel corso di laurea triennale in Storia e Storia della cultura materiale nel corso di laurea magistrale in Scienze storiche. In precedenza ha insegnato anche Storia della storiografia, Metodologia della ricerca storica e Generi storiografici. Fa parte della direzione della rivista Quaderni storici. È stato presidente dei corsi di laurea in Storia e Scienze storiche, e coordinatore del corso di Dottorato in Geografia storica per la valorizzazione del patrimonio storico ambientale. I suoi interessi di ricerca e la produzione scientifica hanno riguardato fondamentalmente cinque temi: le forme di accesso alle risorse e gli scambi nelle campagne tra XVI e XVIII secolo; le configurazioni politiche e sociali di antico regime, i rapporti tra centri e periferie, le pratiche della giurisdizione e del possesso; i consumi culturali, le forme di socialità e le reti di relazione dell’aristocrazia nel Settecento; la cultura materiale, le forme e le pratiche del collezionismo; la storia della storiografia e le procedure analitiche delle diverse discipline dell’area umanistica. Ora si sta occupando dei rapporti tra storia e archeologia. Questi temi, che hanno accompagnato lo sviluppo e la diversificazione della sua attività di ricerca, hanno una comune base metodologica: la scala microanalitica e topografica di osservazione, l’intreccio delle fonti e l’attenzione ai processi storici (sociali e culturali) di costruzione e registrazione della documentazione. Questa prospettiva metodologica ha comportato una costante riflessione sulle peculiarità della ricerca storica nel panorama della storiografia contemporanea e nel rapporto con le scienze sociali. Tra le sue pubblicazioni più importanti Faide e parentele. Lo stato genovese visto dalla Fontanabuona (Torino 1990) e Storia di una passione. Cultura aristocratica e collezionismo alla fine dell’ancien régime (Venezia 2000).