STORIA E ANTROPOLOGIA DEL MONDO CLASSICO (LM)

DOCENTE: ELISABETTA VILLARI
ANNO: 2015-2016
SSD: L-ANT/02
CFU: 6

PERIODO: Annuale

ATTIVATO DA: METODOLOGIE FILOSOFICHE (2015-2016)

Programma

Programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

Essere uno storico dell'antichità, nel XXI secolo, significa anche porsi delle questioni assumendo anche nuove prospettive ormai da tempo il confronto con l'antropologia è indispensabile in una visione della storia quanto più possibile comparativa su tutti i temi fondamentali dall''amministrazione della giustizia all'economia, alla guerra ma anche la storiografia e la trasmissione della memoria. A questo scopo sono necessarie l'acquisizione di strumenti teorici aggiornati, l'approfondimento di alcune tematiche specifiche concernenti le culture e le società antiche, la pratica dell'inter-disciplinarietà. Secondo le linee di questa prospettiva metodologica, l'antropologia del mondo antico nasce in Francia in stretta connessione con la semiotica e per opera di figure (J.-P. Vernant e M. Detienne) che sono studiosi del pensiero antico; dall'altro la tradizione classica, dopo Aby Warburg, si è fatta antropologia storica della cultura classica aprendosi alla teoria della cultura. Questa visione del mondo antico, consente di mettere in luce quell'insieme di "patterns" che sono stati determinanti nella costruzione delle culture classiche: forme del mito, strutture di parentela, sistemi di atteggiamenti, rappresentazioni religiose, relazioni interspecifiche (il rapporto uomo / animale), la traducibilità di lingue e culture, configurazioni di gender. Particolare attenzione sarà rivolta alla visione comparativa del mondo antico (le forme culturali greche e romane confrontate con quelle di altri popoli e altre epoche), alla preminenza del punto di vista interno sulle culture studiate (l'interesse per il modo in cui gli antichi pensavano la loro cultura, evitando di proiettare su di loro le nostre categorie moderne), alla connessione tra fenomeni culturali normalmente tenuti distinti (religione e traducibilità fra le culture, rapporto uomo / animale e gender).

Bibliografia per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

Metodi di Accertamento

Per sostenere l'esame occorre presentare una tesina su un argomento concordato 

Sono previste lezioni fuori sede e visite a musei ed esposizioni, sono previsti interventi di invitati italiani e stranieri che esporranno su alcune tematiche relative al corso. Prima dell'inizio delle lezioni verrà diffuso un calendario dettagliato degli argomenti trattati nelle singole lezioni e per ciascuna lezione verranno distribuiti i materiali bibliografici indispensabili. Gli studenti dovranno cercare di inquadrare in una prospettiva antropologica gli argomenti assegnati nelle tesine.

Obbiettivi Formativi

Essere uno storico dell'antichità, nel XXI secolo, significa assumere anche nuove prospettive. Ormai da tempo il confronto con l'antropologia è indispensabile in una visione della storia quanto più possibile comparativa su tutti i temi fondamentali, dall'amministrazione della giustizia all'economia, alla guerra ma anche alla storiografia e la trasmissione della memoria. A questo scopo sono necessari strumenti teorici aggiornati e l'approfondimento interdisciplinare di alcune tematiche specifiche concernenti le culture e le società antiche. Nel corso sarà dunque presentata una visione del mondo antico che consenta di mettere in luce quell'insieme di 'pattern' che sono stati determinanti nella costruzione delle culture classiche: forme del mito, strutture di parentela, sistemi di atteggiamenti, rappresentazioni religiose, relazioni interspecifiche (il rapporto uomo / animale), la traducibilità di lingue e culture, configurazioni di gender. Particolare attenzione sarà rivolta alla visione comparativa del mondo antico (le forme culturali greche e romane confrontate con quelle di altri popoli e altre epoche), alla preminenza del punto di vista interno sulle culture studiate (l'interesse per il modo in cui gli antichi pensavano la loro cultura, evitando di proiettare su di loro le nostre categorie moderne), alla connessione tra fenomeni culturali normalmente tenuti distinti (religione e traducibilità fra le culture, rapporto uomo / animale e gender).

Curriculum Docente

Elisabetta Villari, docente di Storia Greca e di Antropologia dell’immagine del mondo greco all’Univ. degli Studi di Genova. Dopo aver ultimato in Italia una formazione classica e conseguito un Dottorato in Storia Greca a Roma nel 1993 è stata invitata come visiting professor all’ENS a Parigi nel 1996/7 all’Univ. di California Santacruz (1999) per integrare un gruppo di antropologi e ultimare le sue ricerche sul mondo classico. Ha tenuto corsi e seminari come Directeur d’etudes Invitè all’EPHE (2000) e ha vinto una borsa per un progetto all’INHA a Parigi (2001), ha tenuto seminari e master all’EHESS (2006/7-2007/8), è stata invitata a tenere conferenze in molte università e ha partecipato a molti convegni internazionali (Quebec, San Francisco, Exeter, Parigi, Madrid etc etc).Ha pubblicato su riviste italiane e straniere e dal 2005 organizza una serie di incontri internazionali a Genova le Giornate Warburghiane in collaborazione con istituzioni italiane e straniere : -Aby Warburg Antropologo dell’immagine (2005) con l’ Univ. di Siena e il Centro Warburg Italia; Il corpo e la musica (2006) con la Sorbonne Paris IV;Immagini nel tempo e tempi nell’immagine (2007) con l’Univ. di Milano;Fortuna iconografica di Alessandro Magno (2008) con il Museo del Petit Palais e il Palazzo del Principe Doria Pamphilj.Le principali linee di ricerca: teoria e storia della storiografia, antropologia del mondo classico, antropologia dell’immagine del mondo greco.