FILOSOFIA MORALE

DOCENTE: DOMENICO VENTURELLI
ANNO: 2015-2016
SSD: M-FIL/03
CFU: 9

PERIODO: Annuale

ATTIVATO DA: FILOSOFIA (2015-2016)
MUTUAZIONI:
LINGUA E CULTURA ITALIANA PER STRANIERI (2015-2016) CFU
LETTERE (2015-2016) 9 CFU

Programma

Programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

“È incerto dove la morte ci attende, attendiamola ovunque. La premeditazione della morte è premeditazione della libertà. Chi ha imparato a morire ha disimparato a servire. Il saper morire ci affranca da ogni sudditanza e da ogni vincolo. Non c’è male alcuno nella vita per colui che ha capito che essere privati della vita non è un male” (I, 20, 149).

“Noi turbiamo la vita con la preoccupazione della morte e la morte con la preoccupazione della vita. L’una ci angustia, l’altra ci atterrisce. Non è contro la morte che ci prepariamo, è cosa di un momento. […] Tota philosophorum vita commentatio mortis est. Ma sono del parere che la morte è sì la fine, non già il fine della vita. È il suo termine, il suo estremo, non già il suo oggetto. La vita deve essere a se stessa la sua mira e il suo disegno […]” (III, 12, 1957).

È sempre Montaigne a parlare, in modo diverso in due luoghi diversi dei Saggi. Dicono insieme la difficoltà e l’oscillazione dell’essere umano di fronte al pensiero della propria fine; il nostro appartenere a qualcosa che non è, in nessun caso, la morte:  “… libertà va cercando ch’è si cara / come sa chi per lei vita rifiuta …”

Le lezioni riprendono, attraverso letture di vari autori, un tema altre volte abbozzato sotto il titolo: Il filosofo, la libertà e la morte.

Bibliografia per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

MICHEL DE MONTAIGNE, Saggi, Bompiani 2012, testo a fronte. Libro I, cap. 19 ("Bisogna giudicare la nostra felicità solo dopo la morte") e cap. 20 ("Filosofare è imparare a morire"); Libro terzo cap. 12 ("Della fisionomia").

F. NIETZSCHE, La gaia scienza, Adelphi, Milano 1993, libro quarto: "Sanctus Januarius".

Programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 9 cfu

Senza alterare il tema del corso, il secondo modulo d’insegnamento ne integra e ne sviluppa più ampiamente i contenuti proponendo la lettura e l’interpretazione di pagine scelte di M. Heidegger, a partire da alcuni paragrafi di Essere e tempo (1927). 

Bibliografia per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 9 cfu

MICHEL DE MONTAIGNE, Saggi, Bompiani 2012, testo a fronte. Libro I, cap. 19 ("Bisogna giudicare la nostra felicità solo dopo la morte") e cap. 20 ("Filosofare è imparare a morire"); Libro terzo cap. 12 ("Della fisionomia").

F. NIETZSCHE, La gaia scienza, Adelphi, Milano 1993, libro quarto: "Sanctus Januarius".

M. HEIDEGGER, Essere e tempo, Longanesi, Milano 2005. Capitolo primo della Sezione seconda dell’opera: "La possibilità da parte dell’esserci di essere-un-tutto e l’essere-per-la-morte".

Possibili letture libere da testi di Hume, Leopardi, Schopenhauer, Loewith, Jaspers, Levinas, Jonas, Jankélévitch ... 

Metodi di Accertamento

Verifica in itinere non di contenuti meccanicamente appresi, ma della capacità di interpretazione ed elaborazione personale dei classici della filosofia. Colloquio finale su temi e autori che costituiscono l'oggetto del corso.

Obbiettivi Formativi

Presentare le linee evolutive e i temi fondamentali della disciplina, che riguardano -a partire dai problemi della liberta, dell'origine del male, della natura del bene- la forma della condotta umana, i principi, i moventi e gli scopi dell'azione, i concetti della virtù e della felicita, la pluralità, la relatività o la assolutezza dei valori. Offrire sulla base dell'interpretazione di testi di filosofi antichi, medievali, moderni e contemporanei l'opportunità di un impegno in forma attiva nella comprensione dei classici del pensiero morale.

Curriculum Docente

     

Laureato nel 1971 a Genova con il filosofo Alberto Caracciolo. Dal 1971 al 1987 è stato borsista, contrattista, ricercatore confermato. Dal 1987 al 1991 professore straordinario di Filosofia della Storia presso l'Università della Calabria. Dal 1991 ad oggi professore ordinario di Filosofia morale nell'Ateneo genovese. È autore di numerosi libri, saggi, articoli e curatele.

L’attività didattica si è conformata ai suoi principali centri di interesse: la filosofia platonico-aristotelica e le scuole dell'etica antica; il criticismo kantiano e l’idealismo trascendentale; l’ermeneutica, la fenomenologia, le filosofie della vita e dell’esistenza tra Otto e Novecento; lo studio dei rapporti etica/metafisica, etica/politica, etica/economia, etica /religione in autori moderni e contemporanei: Spinoza, Kant, Hegel, Schleiermacher, Feuerbach, Marx, Nietzsche, Dilthey, Heidegger, Levinas; la valorizzazione di alcune figure di filosofi italiani del '900: Labriola, Croce, Gentile, Levi, Martinetti, Caracciolo, Pareyson, Piovani. 

L’atteggiamento socratico, il rifiuto di ogni verità precostituita e l’esigenza di una comunicazione illimitata sono i tratti distintivi del suo insegnamento, fondamentalmente rivolto alla chiarificazione del carattere storico dell’esistenza e all’orientamento etico e religioso degli individui in un mondo plurale.